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In questa pagina potrete tenervi costantemente aggiornati su tutte le opportunità relative al comparto della bellezza e su quelle offerte da Confipe

15.12.2015 Convenzione SCM

Convenzione SCM

Siglata un importante convenzione con il consorzio SCM per agevolazioni riguardanti gli adempimenti di legge per la sicurezza sul lavoro.

Clicca qui per i dettagli

16.12.2015 Convenzione Studio Sergiacomo

Convenzione Studio Sergiacomo

Bando per il sostegno allo sviluppo delle imprese artigiane della Campania

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Opportunità per i professionisti Campani

E’ stato pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale il bando per il sostegno allo sviluppo delle imprese artigiane della Campania.
Il bando, per il quale sono stati stanziati 2 milioni di euro, prevede contributi a fondo perduto nella misura del 50% dell’investimento.
Sono finanziabili le imprese operanti in tutte le attività artigianali di produzione con sede operativa in Campania.
La spesa ammissibile è pari ad un massimo di 30 mila euro per impianti, macchinari ed attrezzature, mezzi di trasporto strettamente funzionali allo svolgimento dell’attività, software finalizzati alla gestione dell’impresa ed al commercio elettronico, siti web, adesioni a sistemi di certificazione.

Aggiornamento:
Con il Decreto Dirigenziale n. 874/2015 – di prossima pubblicazione anche sul Bollettino Ufficiale – è stato modificato il Decreto Dirigenziale n. 602/2015 bando artigiano .

– Decreto Dirigenziale n. 874/2015

Autoimpiego, arrivano i fondi per le società di donne o giovani

È fissata al 13 gennaio l’apertura del bando per accedere ai fondi della rinnovata misura per l’autoimprenditorialità. I giovani imprenditori e le donne che sono intenzionate ad avviare micro e piccole imprese devono, quindi “scaldare i motori” se intendono avvalersi almeno in parte dei 50 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico sotto la regia del soggetto gestore che per questa misura è Invitalia.

Vale quindi la pena di ricordare che i progetti d’impresa finanziabili sono quelli con un investimento fino a 1,5 milioni di euro e devono essere presentati da imprese partecipate in prevalenza da donne o da giovani tra i 18 e i 35 anni, costituite in forma di società da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda. La richiesta di accesso alle agevolazioni potrà essere inoltrata anche da persone fisiche che si impegnino a costituire la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.

L’aiuto concesso è sottoposto alla cosiddetta regola comunitaria del «de minimis». Pertanto, le imprese dovranno verificare il rispetto della soglia massima di aiuti, pari a 200mila euro (abbassata a 100mila euro per il settore trasporti), concedibile a questo titolo nell’arco di tre esercizi finanziari. L’incentivo prevede un finanziamento agevolato a tasso zero della durata massima di 8 anni, che può coprire fino al 75% delle spese totali. Il residuo 25% dovrà, di contro, essere coperto direttamente dall’impresa finanziata.

Sono presentabili le istanze che abbiano ad oggetto iniziative per la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, ma anche quelli propedeutici alla fornitura di servizi alle imprese e alle persone, nonché quelle per il commercio di beni e servizi e il turismo. L’iniziativa riserva particolare attenzione alle attività turistico-culturali e all’innovazione sociale. Come detto la prima tornata di istanze si aprirà il prossimo 13 gennaio 2016, con invio esclusivamente online, sul sito di Invitalia.

Informazioni e dettagli sulle modalità operative di trasmissione delle domande sono state emanate nella circolare del ministero dello Sviluppo economico del 9 ottobre 2015.
Per l’esame delle domande vige il criterio di ricezione delle stesse, secondo un rigoroso ordine di presentazione. Una volta completata la verifica formale delle istanze, queste saranno sottoposte ad una valutazione di merito che prevede anche un colloquio con gli esperti di Invitalia.

Regime de Minimi 2016

Regimi a confronto

Iniziamo con le novità: la Legge di Stabilitàalza i tetti di reddito per l’accesso al Regime dei Minimi di 10mila euro per tutte le categorie professionali, e di 15mila per i professionisti iscritti agli ordini. Introduce anche nuove possibilità di accesso per i lavoratoridipendenti, fino a un reddito da 30mila euro annui. Tutto questo dal primo gennaio 2016. Il meccanismo di base è lo stesso del Regime dei Minimi 2015 con aliquota al 15%,  su unimponibile calcolato in modo diverso: non differenza fra costi e ricavi, ma un coefficiente, che cambia per le singole categorie di lavoro autonomo, applicato ai ricavi. La permanenza in questo Regime è consentita fino a quando si rientra nel tetto previsto di ricavi, senza limiti temporali rigidi.

=> Regime dei minimi al 5%: proroga e adesione

Il vecchio Regime dei Minimi prevede invece aliquota al 5%, applicata al tradizionale imponibile, con paletti diversi per l’accesso: ricavi entro i 30mila euro annui, opzione riservata a lavoratori in mobilità e nuova imprenditoria giovanile sotto i 35 anni, per cinque anni. Era stato eliminato dalla Finanziaria 2015 ma poi prorogato per tutto l’anno dalMilleproroghe, per cui le nuove Partite IVA che rientrano nei paletti possono scegliere questa opzione fino al 31 dicembre.

Convenienza

Per chi apre un’attività la scelta andrà fatta in base al caso specifico. A unprofessionista con reddito fino a 30mila euro annui converrà ancora il vecchio Regime in caso di margialità inferiore al 78% (il coefficiente che si applica ai ricavi per l’imposto al 15%). A un commerciante in fase inziale, invece, potrebbe convenire il nuovo regime.

Scelta del regime

La Legge di Stabilità entra in vigore nel 2016. Per questi ultimi mesi del 2015 la scelta è fra aliquota al 5% o nuovo regime al 15% così come regolato dalla manovra dello scorso anno (senza l’ampliamento dei massimali). Chi volesse rientrare fin da subito nel nuovo Regime dei Minimi modificato dalla manovra deve quindi aspettare gennaio 2016 per esercitare l’opzione.

Si attendono provvedimenti applicativi per capire come verrà regolamentato ilpassaggio dal vecchio al nuovo Regime dei Minimi, e soprattutto per capire cosa succede a chi già applica il Regime 2015: le modalità operative forniranno nuovi elementi per scegliere cosa fare fra fine 2015 e inizio 2016. Nel frattempo sono in vigore le regole stabilite dalla Manovra 2015, in base alla quale (commi 87-88) chi sceglie il vecchio Regime può rimanerci fino al termine del periodo agevolato (3 o 5 anni o il compimento dei 35 anni).